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12/10/09

Bebè a rischio se mamme incinte mangiano liquirizia

La liquirizia può far male alle donne incinte, causando nei loro figli problemi di concentrazione e di iperattività.
Lo rivelano gli scienziati delle Università di Helsinki ed Edimburgo, secondo cui i figli di donne che hanno consumato molta liquirizia durante la gravidanza hanno punteggi sui test di intelligenza minori rispetto al normale.
"Un componente dalla liquirizia, chiamato 'glycyrrhiza', potrebbe danneggiare la placenta e permettere il passaggio di ormoni dello stress da madre a figlio", ha detto Katri Raikkonen, ricercatore che ha preso parte allo studio pubblicato sull'American Journal of Epidemiology.
"Questi ormoni possono influenzare la crescita del cervello del bambino durante la gravidanza, risultando in problemi comportamentali", ha aggiunto.
Lo studio è stato condotto in Finlandia, dove la liquirizia è molto popolare ed è usata come aroma anche per bevande, gelati e altri alimenti.
"Abbiamo analizzato 321 bambini dell'età di otto anni e valutato le loro capacità spaziali, verbali e di memoria", ha spiegato Raikkonen.
"Le madri - ha continuato - che durante la gravidanza hanno mangiato molta liquirizia (per almeno 500 milligrammi di 'glycyrrhiza' a settimana) hanno dato alla luce figli con minore intelligenza. Inoltre, questi bambini hanno più probabilità di comportamenti aggressivi e distruttivi".
I ricercatori suggeriscono alle madri in attesa di evitare del tutto la liquirizia. Uno studio precedente aveva già rivelato che alti quantitativi di questo dolciume possono portare anche a nascite premature

05/10/09

I pediatri d'accordo: no al latte vaccino prima dell'anno

Introdurre troppo presto il latte vaccino nella dieta dei bambini esporrebbe la salute a seri rischi in età adulta. A ribadirlo gli esperti di nutrizione pediatrica in occasione del Congresso "Nutrizione e metabolismo nel bambino" tenutosi di recente a Verona.
In particolare, l'American Academy of Pediatrics, il Ministero della Salute e la Società italiana di Pediatria hanno sconsigliato la somministrazione di latte vaccino intero nei primi dodici mesi di vita, in accordo anche alle linee guida sull'alimentazione durante il primo anno di vita dell'Espghan (Società europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione pediatrica). Il latte vaccino assunto prima dei 12 mesi di vita esporrebbe soprattutto al rischio di anemia: a 1 anno il 17% di bambini allattati con latte vaccino è anemico rispetto all'1% dei lattanti alimentati con formula integrata. 
Il ferro nel latte vaccino, infatti, ha una biodisponibilità oltre 10 volte inferiore rispetto al latte materno che dovrebbe, quindi, essere somministrato almeno al compimento del primo anno e in caso di mancanza essere sostituito con una formula specificamente studiata. In aggiunta, i rischi dell'assunzione precoce sono rappresentati dall'eccessivo introito di proteine, grassi saturi e colesterolo, che predisporrebbero a problemi di obesità e aterosclerosi e dalla carenza di acidi grassi essenziali e vitamine.

04/08/09

In Italia cresce il numero dei bambini obesi

Ben quattro italiani su dieci (43%) risultano sovrappeso o addirittura obesi (11%), con una 
netta prevalenza degli uomini rispetto alle donne. La Coldiretti, associazione dei coltivatori diretti, sottolinea che gli italiani in sovrappeso sono aumentati del 25 per cento negli ultimi 15 anni per un totale di oltre quattro milioni e sono più diffusi al sud mentre gli over 40 anni sono i più a rischio. 


Se durante l'anno il 28% degli italiani conduce uno stile di vita sedentario, mentre solo il 10% mangia frutta cinque volte al giorno secondo le regole della sana alimentazione, in prossimità dell'estate si registra - precisa la Coldiretti - un aumento dell'esercizio fisico e dei consumi di prodotti come la frutta e la verdura particolarmente indicati per recuperare la forma fisica.


 “La ripresa nei consumi è anche - continua la Coldiretti - favorita dalla grandi disponibilità e varietà di frutta offerta in questo periodo in Italia che e' leader europeo nella produzione per una quantità complessiva di 8,2 miliardi di chili, risultata in leggero calo del 3,1 per cento nel 2008”. 


La crescente diffusione di casi di obesità e di sovrappeso interessano in media un terzo dei ragazzi tra i 6 e gli 11 anni secondo l'indagine 'OKkio alla Salute' condotta dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2008. 


“E' anche questo il risultato del fatto che - sottolinea la Coldiretti - un bambino su quattro non consuma ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno con ben sette ragazzi su dieci che rifiutano quotidianamente la verdura. 


Non si tratta solo di aspetto fisico poiché l'aumento di è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l'ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro, nei confronti delle quali la dieta mediterranea ha dimostrato scientificamente di essere particolarmente efficace nella 
prevenzione”. 

Allarme diabete nei bambini: +70% entro il 2020

 Un gruppo di ricercatori irlandesi dell’Università di Belfast, guidati dal dottor Chris  Pattersen, ha lanciato l’allarme: l’incidenza del diabete di tipo 1 nei bambini europei sotto i  cinque anni d’età è destinata ad aumentare drasticamente entro il 2020. 
Per i bambini sotto  i 15 anni, si prevede un aumento di casi di circa il 70%. 
Sono stati esaminati i dati di oltre 29mila pazienti diabetici appartenenti a 17 Stati europei  in un periodo che va dal 1989 al 2003. 
I risultati, pubblicati sulla rivista "The Lancet",  mettono in evidenza come in questi anni i nuovi casi di diabete diagnosticati siano  aumentati di una media del 3,9% all’anno, con una prevalenza di casi nei bambini sotto i  cinque anni che si attesta intorno al 5,4%. 

Il diabete di tipo 1 può esordire, infatti, anche in età pediatrica ed è caratterizzata dalla  necessità di cure e di controlli intensivi.
 È dovuto a una carenza insulinica, al contrario del  più diffuso diabete di tipo 2 dovuto in genere a obesità o vecchiaia.
 Gli scienziati prevedono  che, al ritmo attuale, nel 2020 ci saranno solo in Europa circa 160mila adolescenti affetti da  diabete di tipo 1 contro i 94mila accertati nel 2005.
 Secondo i dati diffusi dalla European  Association for the Study of Diabetes, questa malattia uccide nel mondo una persona ogni  dieci secondi. La causa, dunque, non può essere unicamente genetica, ma anche lo stile di  vita può influire significativamente. 

01/10/08

Bambini ed energy drink: l'allarme lanciato dall'Istituto Superiore della Sanità

Energy drink e infanzia, un binomio che preoccupa la comunità scientifica e gli organismi sanitari internazionali. 
Sempre più under-18 sono affascinati da queste bevande: bambini e adolescenti consumano con regolarità gli energy drink mettendo a rischio la loro salute.
 È questo l’allarme lanciato da un team di esperti dell’Associazione Drug Education britannica e raccolto anche nel nostro Paese dall’Istituto Superiore di Sanità.
Oltre a rendere teen-ager e bambini iperattivi, queste bevande sono in grado di causare un aumento della pressione, palpitazioni e mal di testa, in casi di consumo elevato.
“Oltre ad acqua, zuccheri, coloranti e aromi, questi drink contengono ‘sostanze energizzanti’, appunto, come taurina, caffeina, ginseng e guaranà. Questi ingredienti, in un organismo in formazione e non ancora completo sotto il profilo metabolico, potrebbero generare effetti indesiderati”, come ha spiegato il dottor Emanuele Scafato, direttore del Reparto Salute della Popolazione dell’ISS italiano.
Gli energy drink dovrebbero essere sconsigliati a bambini, donne in gravidanza e soggetti con problemi cardiovascolari, stando a quanto affermato da Scafato: “i bambini, durante la loro crescita, necessitano di proteine, carboidrati, grassi e non di sostanze che non hanno alcun valore nutrizionale”.

11/07/08

Lotta all'obesità infantile: i genitori devono dare il buon esempio

Le abitudini alimentari dei genitori influenzano in maniera significativa quelle dei loro figli e questo è un dato di cui va tenuto conto quando si mettono a punto campagne di lotta e prevenzione all’obesità infantile.


Una ricerca condotta dagli studiosi della Oklahoma State University su 239 genitori ha scoperto che ne esistono principalmente di due tipi: un gruppo, definito “autoritario”, che proibisce alcuni cibi e preme affinché i bambini mangino frutta, verdura e altri alimenti; un altro gruppo, invece, è più ‘permissivo’ e lascia che i bambini mangino ciò che desiderano.


 Tra questi due gruppi, però, i ricercatori hanno individuato una via di mezzo che, come spesso accade, rappresenta l’approccio più efficace: genitori abbastanza autoritari su certi divieti alimentari, ma che scelgono a loro volta di mangiare sano dando un esempio che viene facilmente seguito dai figli.


“Ciò dimostra che combattere l’obesità infantile non è semplice se non si tiene conto del contesto familiare e non si chiede ai genitori un diretto coinvolgimento anche personale nella battaglia” ha spiegato sul numero di luglio del Journal of the American Dietetic Association Laura Hubbs-Tait, che ha guidato lo studio.

26/06/08

Entro 2015 metà italiani grassi, allarme bambini

Roma - Nel 2015 gli obesi adulti in Italia saranno 28 milioni, aumentando del 40%, mentre per i bambini sara' una vera "epidemia", con un aumento di obesi del 200%.
 E' l'allarme lanciato da Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull'Obesita' dell'Universita' di Milano, nell'ambito del convegno "Il costo sociale degli stili di vita" che si e' svolto oggi al Sanit. 
"Gli individui adulti in Italia che sono in soprappeso - ha ricordato Carruba - sono 16 milioni, a cui vanno aggiunte 4 milioni di persone obese con evidenti aggravi sul costo sostenuto dallo Stato per garantire la loro salute.
 Questo altissimo numero di malati incide sul servizio sanitario nazionale per ben 22,8 miliardi di euro (dato del 2005). Ogni singola persona in sovrappeso costa allo stato 878 euro ogni anno, gli obesi 1653 euro, i gravemente obesi 2220 euro".
E' la cultura del Paese, sottolinea il nutrizionista, che deve cambiare.
 "Finche' il singolo non si rendera' conto che l'obesita' e' un problema medico anziche' estetico non si si riuscira' mai a diminuire l'incidenza di questa malattia del benessere". 
Un fenomeno contro il quale Federalimentare promette di proseguire nel suo impegno, come ha sottolineato, sempre al Sanit, il Direttore Generale Daniele Rossi, che ha ricordato la promozione di una Piattaforma Nazionale su dieta, attivita' fisica e salute. 
Che prevede, tra le altre cose, la promozione presso le Aziende associate dello sviluppo di una gamma di prodotti alimentari con diverso contenuto energetico e nutrizionale e di avvio della progressiva riduzione delle porzioni nei propri prodotti; l'adozione sulle confezioni di tutti i prodotti destinati ai consumatori finali della "etichettatura nutrizionale"; la riduzione dei contenuti di acidi grassi trans derivanti da processi di lavorazione, secondo quanto raccomandato dall'OMS; il monitoraggio della conformita' dei messaggi pubblicitari ed adozione dei codici di autodisciplina; l'eliminazione di alcuni prodotti dai distributori automatici nelle scuole dell'obbligo; una campagna responsabile sulle bevande alcoliche, con particolare riguardo alla donne in gravidanza e alla guida responsabile dei veicoli.
"Numerose - ha ribadito il direttore di Federalimentare - sono le iniziative volontarie messe in atto da parte dell'intero sistema associativo di Federalimentare quale contributo responsabile alla prevenzione dell'obesita' ed al consumo consapevole dei prodotti alimentari in un'ottica antiproibizionistica e favorevole ai meccanismi di autoregolazione e competenza individuale", dalla riduzione di grassi e di sale nell'industria delle carni all'etichettatura nutrizionale, fino al monitoraggio della conformita' dei messaggi pubblicitari e all'organizzazione del "Mese del consumatore informato" in occasione di "Apertamente. 
L'Industria alimentare apre le porte al pubblico", nel mese di novembre 2008, con visita alle aziende sul territorio nazionale. "I risultati ottenuti - ha commentato Daniele Rossi - testimoniano l'efficacia di iniziative volontarie frutto del buonsenso e della collaborazione con le Istituzioni anziche' di una logica solo proibizionistica.
 Negli anni l'industria alimentare italiana ha sempre dimostrato attenzione alla sicurezza e alla qualita' dei propri prodotti, non solo i piu' apprezzati ed imitati nel mondo ma anche quelli che tengono in maggior considerazione la salute dei consumatori, in un ambito di valorizzazione della dieta mediterranea, oggetto oramai di valutazione persino da parte dell'Unesco.
 A Novembre faremo il punto della situazione ad un anno dalla costituzione della Piattaforma unitamente a Altroconsumo, Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori".

12/05/08

I genitori influenzano cattive abitudini dei bimbi

Roma - Poco latte, ancora meno verdura e tanti dolci. E' il quadro sull'alimentazione dei bambini che emerge dallo studio condotto dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu', nell'ambito di un progetto sostenuto dalla Regione Lazio-Assessorato alle Politiche Sociali, sulle abitudini alimentari delle famiglie del Lazio (campione composto da 600 nuclei familiari).
Cattive abitudini dove ad avere il ruolo di "esempio" negativo sono i genitori piu' che la televisione.
 I risultati dello studio saranno presentati nel corso del convegno 'La Prevenzione nutrizionale delle patologie cronico-degenerative dell' adulto, in eta' pediatrica, nel Lazio' che si terra' il 13 maggio prossimo a Roma presso la Sala Tevere della Regione Lazio a partire dalle 9.30.
 Che il rapporto tra i bambini e il cibo non fosse dei migliori e' cosa nota. Negli ultimi 10 anni, infatti, l'incidenza di sovrappeso e obesita' ha subito ultimi 5 anni, gli obesi sono cresciuti del 25%. 
Il dato che piu' colpisce e' la tendenza dell'esempio alimentare che si ha in casa, rispetto a quello della scuola, della tv o degli amici.
Se e' infatti vero che il 28% dei bambini assume latte meno di una volta a settimana, la percentuale peggiora negli adulti salendo fino al 35%. 
Spesso una cattiva educazione alimentare del bambino e' 'trasmessa' dai genitori.
 Individuato il fenomeno, grazie allo studio coordinato dall'Unita' Operativa di Dietologia Clinica del Bambino Gesu', e' possibile utilizzarlo per innestare processi virtuosi. 
Mamma e papa' possono essere, infatti, i migliori veicoli di uno stile di vita improntato a una sana alimentazione. 
Il 76,4% dei figli sono per esempio disposti ad assaggiare un nuovo alimento, superando anche le resistenze neofobiche, se lo ha visto mangiare da uno dei due genitori.
Stando sempre ai risultati dello studio del Bambino Gesu' per quanto riguarda i principali pasti quotidiani e' la famiglia a determinare in larga misura le abitudini dei bambini, mentre per le merende o, comunque, per l'alimentazione occasionale, e' la tv a indirizzare pesantemente le scelte e le voglie (piu' del 50% dei casi). 
Tra i prodotti alimentari reclamizzati quotidianamente sul piccolo schermo, sono le patatine (22,9) e le merendine (20,1) a fare maggiormente presa sulle menti dei ragazzi.
 Ma e' forte anche l'impatto di gelati (15,7) e bibite (12,4).

16/04/08

Dieta sbagliata della madre nuoce al bimbo

Wahinghton - La buona nutrizione inizia molto presto, gia' nella pancia della mamma. 
Lo ha scoperto una ricerca dell'Universita' di Southampton, secondo cui un'alimentazione insufficiente della mamma ancora prima del concepimento crea grossi problemi al bambino.
I ricercatori, che hanno pubblicato lo studio sul Journal of Physiology, hanno nutrito dei topi femmina nel periodo dell'ovulazione con una dieta a basso contenuto di proteine, facendoli poi accoppiare. 
I piccoli hanno manifestato da subito problemi di salute: 'Erano ipertesi, con problemi ai vasi sanguigni e ai reni - ha spiegato Adam Wilkins, che ha coordinato lo studio - non necessariamente questi problemi riguardano anche l'uomo, ma di sicuro dopo questa scoperta bisognera' investigare su questa possibilita''.