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20/03/10

Mai farsi mancare il calcio nella dieta: aumenta le chance di una lunga vita

Un po’ di calcio nella tua dieta e vivrai più a lungo. E’ il consiglio del team di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma guidati da Joanna Kaluza: monitorando per dieci anni lo stile di vita e lo stato di salute di circa 23.000 uomini tra i 45 e i 79 anni, questi studiosi hanno, infatti, concluso che le persone che consumavano una maggiore quantità di calcio avevano il 25% di rischio in meno di morire per qualsiasi causa nel decennio successivo, rispetto ai coetanei che assumevano minori quantità di calcio.
Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, ha preso in considerazione solo il calcio assunto attraverso gli alimenti e non grazie agli integratori e ha confermato che un maggiore consumo di calcio è collegato a una riduzione del 23% del rischio di malattie cardiache, mentre non avrebbe alcuna significativa influenza sulla riduzione del rischio di cancro.
La Kaluza ha spiegato che il calcio riduce la mortalità agendo in molti modi: ad esempio abbassando la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo o quelli dello zucchero nel sangue. I ricercatori hanno esaminato anche gli effetti del magnesio, ma non hanno riscontrato alcun collegamento tra l’assunzione di alte quantità di magnesio e una riduzione della mortalità.

05/02/10

Apporto di vitamina D e calcio e prevenzione delle fratture

Le fratture causate dalla fragilità ossea tipica dell’anziano costituiscono un importante problema sociale. 
La carenza di vitamina D, che è piuttosto frequente nell’età avanzata, si ripercuote sull’integrità delle ossa: la somministrazione di questa vitamina è indicata quale strategia per la prevenzione delle fratture nell’anziano. Tuttavia, i risultati di diversi studi suggeriscono che la supplementazione con la sola vitamina D non sia sufficiente a produrre effetti protettivi rilevanti, e che sia quindi necessario associarla con il calcio. 
Questa metanalisi ha valutato sette studi controllati per un totale di più di 68000 pazienti, di età compresa tra 47 e 107 anni, con lo scopo di stabilire l’efficacia del trattamento con vitamina D o con vitamina D più calcio, nella prevenzione delle fratture, tenendo in considerazione le caratteristiche dei pazienti. L'analisi dei dati dimostra che la somministrazione giornaliera di vitamina D alla dose di 10 µg al giorno, se associata al calcio, è in grado di ridurre del 25% diversi tipi di fratture, incluse quella dell’anca. Al contrario, la sola vitamina D, alla dose di 10 o 20 µg al giorno, non ha comportato alcun effetto protettivo. I risultati erano simili negli uomini e nelle donne ed indipendenti dall’età o da precedenti fratture. 
DIPART (Vitamin D Individual Patient Analysis of Randomized Trials) Group.
BMJ. 2010 Jan 12;340:b5463. doi: 10.1136/bmj.b5463.