Sluijs I, Beulens JW, van der A DL, Spijkerman AM, Grobbee DE, van der Schouw YT.
Diabetes Care. 2010 Jan;33(1):43-8.
Mentre il ruolo di grassi e carboidrati della dieta nella determinazione del rischio di diabete è stato ampiamente studiato, per quanto riguarda le proteine, e informazioni disponibili sono limitate e a volte contraddittorie. In questo studio prospettico, condotto nella coorte olandese dello studio EPIC (circa 38000 partecipanti), è stato osservato che i soggetti nel quartile con il più alto di consumo di proteine totali o di origine animale avevano un rischio più che doppio di sviluppare diabete durante i 10 anni di follow up, rispetto a quelli nel quartile con il consumo più basso. Questa correlazione non sussisteva per i livelli di assunzione delle sole proteine vegetali. Confrontando tra loro diete isocaloriche, la sostituzione del 5% delle calorie rappresentate da grassi carboidrati con la stessa quantità di calorie ottenute da proteine totali o animali, aumentava di circa il 30% il rischio di sviluppare diabete, soprattutto nei soggetti magri.
Secondo queste osservazioni, le raccomandazioni dietetiche per la prevenzione del diabete devono quindi tener conto della composizione della dieta non solo in termini di grassi e carboidrati, ma anche di proteine, soprattutto di origine animale.
01/04/10
Proteine e diabete
30/10/09
Verdure in gravidanza per ridurre il rischio che il nascituro sia diabetico
Le donne in dolce attesa devono prestare particolare attenzione alla loro dieta abituale, e non soltanto per non metter su troppi chili ma anche per garantire al feto tutti i nutrimenti di cui ha bisogno.
Lo conferma una recente ricerca condotta presso la Sahlgrenska Academy in collaborazione con la Linköping University e pubblicata su Pediatric Diabetes.
Gli studiosi hanno analizzato campioni di sangue di 6.000 bambini di sei anni di età per individuare una eventuale predisposizione al diabete di tipo 1 (in tal caso i globuli bianchi attaccano le cellule pancreatiche che producono insulina).
Il 3% dell’intero campione è risultato essere diabetico e i ricercatori hanno, così, potuto dimostrare che il rischio di diventare diabetico risultava doppio in quei bambini la cui mamma, durante la gravidanza, aveva consumato poche verdure.
I figli di donne che avevano mangiato verdura ogni giorno, invece, risultavano avere i rischi più bassi.
Hilde Brekke, a capo della ricerca, ha chiarito che questo studio non dimostra inequivocabilmente che le verdure svolgano un’azione preventiva ma certamente rappresenta un primo passo per capire in che modo lo stile di vita e quello alimentare della futura madre incidano sullo sviluppo del feto.
04/08/09
Allarme diabete nei bambini: +70% entro il 2020
Un gruppo di ricercatori irlandesi dell’Università di Belfast, guidati dal dottor Chris
Pattersen, ha lanciato l’allarme: l’incidenza del diabete di tipo 1 nei bambini europei sotto i
cinque anni d’età è destinata ad aumentare drasticamente entro il 2020.
Per i bambini sotto
i 15 anni, si prevede un aumento di casi di circa il 70%.
Sono stati esaminati i dati di oltre 29mila pazienti diabetici appartenenti a 17 Stati europei
in un periodo che va dal 1989 al 2003.
I risultati, pubblicati sulla rivista "The Lancet",
mettono in evidenza come in questi anni i nuovi casi di diabete diagnosticati siano
aumentati di una media del 3,9% all’anno, con una prevalenza di casi nei bambini sotto i
cinque anni che si attesta intorno al 5,4%.
Il diabete di tipo 1 può esordire, infatti, anche in età pediatrica ed è caratterizzata dalla
necessità di cure e di controlli intensivi.
È dovuto a una carenza insulinica, al contrario del
più diffuso diabete di tipo 2 dovuto in genere a obesità o vecchiaia.
Gli scienziati prevedono
che, al ritmo attuale, nel 2020 ci saranno solo in Europa circa 160mila adolescenti affetti da
diabete di tipo 1 contro i 94mila accertati nel 2005.
Secondo i dati diffusi dalla European
Association for the Study of Diabetes, questa malattia uccide nel mondo una persona ogni
dieci secondi. La causa, dunque, non può essere unicamente genetica, ma anche lo stile di
vita può influire significativamente.
04/03/08
Il thè nero contiene delle sostanze che aiutano a prevenire il diabete
Siete amanti del tè nero? Secondo i ricercatori della Dundee University sarete allora abbastanza protetti dal diabete di tipo 2.
Gli studiosi scozzesi, in collaborazione con i colleghi dello Scottish Crop Research Institute, hanno analizzato il tè nero in laboratorio e hanno scoperto che alcune sue componenti, come le teflavine e le terubigine, riescono a ‘mimare’ perfettamente il meccanismo di azione dell’insulina.
In particolare, gli scienziati guidati da Graham Rena, hanno osservato che queste sostanze riescono a imitare l’azione dell’insulina su una proteina che, nei topi, nei moscerini da frutta e nei vermi, ha già dimostrato di giocare un ruolo-chiave nel rapporto tra dieta e salute.
Secondo i ricercatori, è possibile che questi componenti del tè svolgano la stessa azione nell’organismo umano riuscendo, quindi, a prevenire lo sviluppo del diabete.
Lo scienziato scozzese ha spiegato, sull’ultimo numero della pubblicazione scientifica Aging Cell, che verranno condotte ulteriori ricerche in proposito: “per ora si tratta di uno studio preliminare che certamente dimostra i benefici effetti procurati dal tè e dai suoi componenti sulla prevenzione del diabete e per la salute in generale, ma certamente andranno condotti degli esperimenti clinici sugli uomini prima di poter dare a questa ipotesi una validità scientifica” ha concluso Rena.