Lee IM, Djoussé L, Sesso HD, Wang L, Buring JE. JAMA. 2010 Mar 24;303(12):1173-9. Il calo ponderale conseguente alla restrizione calorica associata all’attività fisica regolare può essere più o meno rilevante in relazione al regime dietetico adottato. Non è invece chiara la quantità di esercizio fisico necessaria per controllare il peso corporeo, in assenza di restrizioni caloriche, nelle persone obese. 34000 donne americane, reclutate per lo “Women’s Health Study”, seguite per 13 anni, sono state suddivise in base al dispendio energetico, espresso in equivalenti metabolici (MET), e quindi al livello di attività fisica: meno di 7.5 MET a settimana (< 150 min di movimento a settimana), da 7.5 a 21 MET e 21 o più MET (> 420 min di movimento a settimana). Al termine del periodo di osservazione è stato registrato un aumento medio del peso di circa 2.6 Kg, soprattutto nei soggetti appartenenti ai due gruppi meno attivi. Una relazione inversa tra l’attività fisica e il’incremento ponderale è stata osservata solo per le donne normopeso. I 20-30 minuti al giorno di attività fisica raccomandati dalle linee guida sono quindi sufficienti a ridurre il rischio cardiovascolare, ma non sono sufficienti per il controllo ponderale in assenza di restrizione calorica. Nei soggetti normopeso 60 minuti al giorno di movimento sono efficaci per mantenere il peso forma, mentre nei soggetti obesi il controllo ponderale richiede necessariamente anche una restrizione dell’apporto calorico con la dieta.
01/04/10
05/10/09
Attività fisica per prevenire il rischio di infarto
Un'attività fisica sana, regolare e senza sforzi aumenta il colesterolo buono (HDL), diminuisce quello cattivo (LDL), abbassa la pressione arteriosa e i livelli di glicemia ma, soprattutto, riduce il rischio di aritmie minacciose e di morti improvvise. Lo sport praticato senza continuità e interrotto bruscamente può essere dannoso, meglio farlo con gradualità e costanza. Secondo recenti studi statunitensi, l'esercizio fisico ridurrebbe del 25% i rischi di mortalità da infarto. Infatti, la probabilità di un primo attacco cardiaco risulta raddoppiato nelle persone sedentarie di sesso maschile rispetto a coloro che praticano sport. Gli esercizi anti-infarto sono: nuoto, tennis, footing possibilmente all'aperto e, comunque, mai meno di quattro volte a settimana per 40 minuti a seduta. Sì allo sport, quindi, anche se gli esperti sconsigliano di praticarlo quando fa caldo o troppo freddo o dopo aver mangiato abbondantemente. Nel caso in cui il paziente sia stato sottoposto a intervento chirurgico c'è la ginnastica “calistenica”, che consiste in una serie di esercizi dolci da far eseguire dopo la seconda settimana dall'infarto e dopo la terza dall'operazione, in modo da evitare un secondo infarto ed un peggioramento della malattia ischemica di fondo. E' notizia di questi giorni che in dieci anni la sindrome coronaria acuta responsabile degli attacchi è scesa dal 10 al 5%. Ogni anno in Italia sono vittime di malattie cardiovascolari 242mila persone. Di queste, il 30 per cento, cioè 73mila, sono dovute all'infarto del miocardio: 187 decessi ogni 100mila abitanti. Nel Bel Paese i pazienti affetti da cardiopatia ischemica, l'anticamera della sindrome coronaria acuta, sono un milione e 500mila. Un dato finale: gli uomini nell'età compresa tra i 50 e i 70 anni sono a maggiore rischio infarto rispetto alle donne, soprattutto nei paesi nordici dove è più alto il consumo di grassi animali.
25/08/09
Poco fitness al giorno allunga la vita
Le persone che si tengono anche solo moderatamente in forma man mano che gli anni passano potrebbero garantirsi una vita più lunga rispetto a coloro che restano completamente inattivi con l'avanzare dell'età.
Lo afferma un nuovo studio neozelandese, condotto su quasi 4.400 adulti sani.
Gli scienziati hanno scoperto che le persone che non svolgevano alcuna attività fisica (circa il 20% del totale) avevano il doppio delle probabilità di morire nei successivi nove anni rispetto agli individui anche solo un pò più attivi.
"I nostri risultati suggeriscono che uno stile di vita sedentario, più che le differenze nei fattori di rischio cardiovascolari o l'età, possa spiegare i tassi di mortalità doppi negli individui sedentari rispetto a quelli leggermente più attivi", dichiara la coordinatrice della ricerca, dottoressa Sandra Mandic, della University of Otago a Dunedin, Nuova Zelanda.
Gli studiosi ricordano che il minimo di attività fisica consigliata è di 30 minuti, corrispondente per esempio a una camminata veloce, cinque o più volte a settimana. Due terzi delle persone più sedentarie dello studio non facevano nemmeno questo, sottolinea la Mandic.
"Occorre mantenere un certo livello di fitness svolgendo regolarmente attività fisica", secondo la ricercatrice.
Lo studio, pubblicato da Medicine and Science in Sports and Exercise, ha incluso 4.384 donne e uomini di mezza età o anziani; all'inizio sono stati testati i loro livelli di fitness e, in base all'allenamento, i partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi.
Il follow-up è durato dal 1986 al 2006. In questo periodo tutte le persone meno allenate (un quarto) sono morte, contro il 13% di quelle solo lievemente più in forma. Nel gruppo degli adulti più in forma, solo il 6% è deceduto nel corso dello studio.
05/03/08
Le 10 regole per avere le gambe in piena forma
Roma - Le gambe sono lo specchio piu' fedele della salute, lo stile di vita e lo stato nutrizionale di una donna: per questo occorre rispettare dieci semplici regole per mantenerle in forma.
Almeno secondo il Prof. Pier Luigi Rossi, Medico Specialista in Scienza della Alimentazione dell'Ospedale San Donato di Arezzo, che partecipa oggi presentazione della campagna educazionale "Piu' salute alle gambe", in collaborazione con la SIFL, la Societa' Italiana di FleboLinfologia, e con la associazione internazionale 'Femme Sante' Sante' Femme - Donna Salute Salute Donna', presieduta da Rosanna Lambertucci.
Anzitutto, attenzione ai carboidrati: il primo 'must' del decalogo e' quello di non superare la dose massima giornaliera di 150 grammi (ma non meno di 130). Importante anche scegliere alimenti a bassa densita' glucidica (contenuto di carboidrati in un grammo) e preferire quelli integrali, meglio se nella prima parte della giornata, limitando l'apporto di carboidrati nella cena.
Mangiare spesso, mangiare poco: cinque pasti al giorno, colazione, spuntino mattutino, pranzo, merenda e cena.
Mangiare ogni tre ore e' consigliabile per mantenere la glicemia al di sotto del valore di 120 mg/dl.
Mangiare quattro alimenti alcalinizzanti per ogni alimento acidificante, per evitare la cellulite e la sindrome varicosa nelle gambe; l'80% degli alimenti deve venire dal mondo vegetale e il 20 % da alimenti di origine animale.
Non a caso l'esperto consiglia di mangiare cinque porzioni di frutta (tre) e di verdura (due) durante la giornata per lo piu' crudi, e fare un deciso uso di centrifugati composti da verdura e frutta combinate assieme, per introdurre minerali, vitamine, nutrienti ad azione nutraceutica capaci di bloccare gli effetti aggressivi, degenerativi dei radicali liberi dell'ossigeno e dell'azoto che si formano nei mitocondri cellulari.
Va eliminato il sale da cucina: e' salutare passare dal gusto salato al gusto acido ed usare l'aceto balsamico o di altro tipo al posto del sale, e introdurre alimenti ricchi di calcio.
Utile inoltre bere acqua con un pH superiore a 6, almeno 10 bicchieri al giorno e scegliere acqua minerale con un residuo fisso secco al di sopra di 300 mg/ litro.
Ottimo anche camminare molto: almeno 10.000 passi al giorno.
Il movimento delle gambe infatti accelera la velocita' del flusso sanguigno contribuendo a rimuovere il grasso sottocutaneo in particolare accumulato nelle cosce.
E poi fare ginnastica respiratoria con tre movimenti (profonda inspirazione, trattenere il respiro, profonda espirazione) per almeno due minuti.
Infine, l'esperto raccomanda di ridurre il peso corporeo, in particolare l'eccesso della massa grassa addominale, glutei e radice coscia ed eliminare la disbiosi intestinale assumendo alimenti probiotici e prebiotici, nonche' ricorrendo a tisane preparate con finocchio dolce, menta piperita, anice ad azione camminativa.