14/06/11

Nuove linee guida nutrizionali per l’Europa

Su richiesta della Commissione Europea, l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha fornito indicazioni sui consumi di grassi, carboidrati, fibre e acqua, sulla base delle nuove conoscenze. Questi valori dietetici di riferimento stabiliscono l'assunzione ottimale di nutrienti in una dieta equilibrata che insieme ad uno stile di vita complessivamente sano, contribuisce a mantenere una buona salute.
Aggiornamenti in corso 
L’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) sta aggiornando i valori dietetici di riferimento (DRV), pubblicati nel 1993.1 Questo lavoro fornirà linee guida nutrizionali complete, ad esempio per l'etichettatura alimentare e per la definizione di obiettivi di salute pubblica in Europa. Dopo lunghe consultazioni con gli Stati membri, con la comunità scientifica e altri soggetti interessati, sono stati pubblicati i DRV per grassi, carboidrati, fibre alimentari e acqua.2 Mentre quelli per energia, proteine, vitamine e minerali sono ancora in elaborazione. 

Considerazione delle malattie croniche 
In passato, i valori di assunzione giornaliera raccomandati erano volti soprattutto a prevenire carenze di particolari nutrienti. Negli ultimi decenni conoscenze più approfondite hanno permesso di comprendere che la composizione nutrizionale della dieta ha un profondo impatto sullo sviluppo di malattie croniche quali il cancro, il diabete, l'osteoporosi e malattie cardiache, e quindi sulla salute a lungo termine. Questo è il motivo per cui i DRV ora comprendono raccomandazioni sulle assunzioni di sostanze nutritive come carboidrati, fibre e grassi. 

Range dei carboidrati 
L’EFSA non ha più dato dei valori specifici bensì ha stabilito un intervallo accettabile di assunzione di carboidrati (considerando insieme zuccheri e amidi), noto come range di riferimento per l’apporto di tali nutrienti. Diete contenenti tra 45-60% di energia ottenuta da carboidrati al giorno, in combinazione con un ridotto apporto di grassi e di grassi saturi, migliora i fattori di rischio metabolici per le malattie croniche.3 Non sono state trovate prove sufficienti per collegare una mancata assunzione o un superamento del limite massimo di apporto di zuccheri totali o di zuccheri aggiunti con l'aumento di peso, carenze di micronutrienti o carie. Adeguate misure di igiene orale con dentifrici al fluoro contribuiscono alla prevenzione della carie. 

Soglia delle fibre 
Le raccomandazioni riguardo l’assunzione di fibre si basano sulla quantità necessaria di fibre per mantenere una corretta funzionalità intestinale. La quantità giornaliera accettabile è pari a 25 gr al giorno.3 Tuttavia si è visto che il consumo di alimenti ricchi in fibra come i cereali integrali, frutta e verdura, che apportano più di 25 gr al dì di fibra, aiuta a mantenere il controllo del peso e riduce il rischio di malattia cardiaca e di diabete di tipo 2. E’ importante tenere in considerazione questo fatto quando si scelgono gli alimenti base per una dieta. 

Range dei grassi 
L’EFSA ha inoltre stabilito un range di assunzione dei grassi pari al 20-35% dell’assunzione energetica giornaliera.4 All’interno di questo range, stabilito in base alle osservazioni dell’assunzione con la dieta, non sono stati riscontrati né palesi carenze nutrizionali né effetti collaterali sulla quantità di grassi nel sangue e sul peso corporeo. È stato inoltre rilevato che una maggiore assunzione di grassi può essere compatibile sia con una buona condizione di salute sia con un normale peso corporeo, in base al tipo di alimenti consumati e del livello di attività fisica. I grassi saturi devono essere assunti in minore quantità possibile in una dieta adeguata dal punto di vista nutrizionale, così come i grassi trans, che non sono richiesti dal corpo umano. Non sono stati indicati dei livelli specifici di grassi mono o poli insaturi ma è stato detto che questi dovrebbero sostituire i grassi saturi, dove possibile. Gli acidi grassi omega-3 a lunga catena, che si trovano nell’olio di pesce, sono particolarmente benefici per la salute cardiaca ed è stato stabilito che un adeguato apporto di questi nutrienti è pari a 250mg al dì. Un’assunzione giornaliera di 20gr di salmone è sufficiente ad apportarne la corretta quantità.5 

Acqua 
Un sufficiente apporto di acqua è di vitale importanza per quasi tutte le funzioni dell’organismo e in particolare per regolare la temperature corporea. Una perdita del 10% dell’acqua corporea può essere fatale. Il fabbisogno di acqua può variare, più è elevata l’attività fisica e più la temperatura ambientale è elevata, maggiore sarà la richiesta di acqua. L’EFSA ha fissato un adeguato apporto di acqua, basandosi su una moderata attività fisica e temperature ambientali medie, pari a 2 litri al giorno per le donne e 2,5 litri al dì per gli uomini.6 Questo dato comprende l’acqua assunta sia con le bevande sia con gli alimenti. 

Consulenza alimentare 
Per essere utili per i consumatori, i DRV devono essere tradotti in consigli utili su quali cibi mangiare e in quali quantità e proporzioni. Queste linee guida dietetiche devono necessariamente tener conto delle diversità culturali nell’assunzione degli alimenti presenti nelle varie regioni e paesi, devono essere semplici da applicare e fornire consigli diretti sui modelli alimentari che permettano di mantenersi sani e di prevenire le patologie legate alla dieta.7 Ci sono ancora delle incertezze riguardo alla ottimale quantità di carboidrati (soprattutto di zucchero), fibre e grassi da poter assumere quotidianamente con la dieta. Pertanto ci dobbiamo ancora aspettare delle modifiche di queste linee guida per il futuro, come testimonianza del miglioramento della relazione tra dieta e salute. 
Bibliografia
1. Reports of the scientific committee for food (1993). 31st series. Nutrient and energy intakes for the European community. European Commission. Luxembourg. Disponibile all’indirizzo: http://ec.europa.eu/food/fs/sc/scf/out89.pdf
2. EFSA sets European dietary reference values for nutrient intakes. Disponibile all’indirizzo: http://www.efsa.europa.eu/en/press/news/nda100326.htm?wtrl=01
3. EFSA panel on dietetic products, nutrition and allergies (2010) Scientific opinion on dietary reference values for carbohydrates and dietary fibre. EFSA Journal 8(3):1462. Disponibile all’indirizzo: http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/1462.htm
4. EFSA panel on dietetic products, nutrition and allergies (2010) Scientific opinion on dietary reference values for fats, including saturated fatty acids, polyunsaturated fatty acids, monounsaturated fatty acids, trans fatty acids and cholesterol. EFSA Journal 8(3):1461. Disponibile all’indirizzo: http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/1461.htm
5. Food Standards Agency (2002). McCance and Widdowsons’s The Composition of Foods, 6th summary edition. Cambridge: Royal Society of Chemistry.
6. EFSA panel on dietetic products, nutrition and allergies (2010) Scientific opinion on dietary reference values for water. EFSA Journal 8(3):1459. Disponibile all’indirizzo: http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/1459.htm
7. EFSA panel on dietetic products, nutrition and allergies (2010) Scientific opinion on establishing food-based dietary guidelines. EFSA Journal 8(3):1460. Disponibile all’indirizzo: http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/1460.htm

27/02/11

Attività fisica e sindrome metabolica nel bambino

 L’attività fisica, unitamente alla dieta, costituisce un importante determinante dello sviluppo dell’obesità e della sindrome metabolica, definita dalla presenza di tre o più fattori di rischio cardiovascolare (trigliceridi, colesterolo HDL, circonferenza addominale, pressione arteriosa, glicemia). Gli autori di questa revisione hanno esaminato i risultati degli studi pubblicati che hanno messo in relazione la pratica dell’attività fisica con la prevalenza di sindrome metabolica in età pediatrica, analizzando poi la possibilità di utilizzare l’attività fisica come alternativa al trattamento farmacologico.
 L’analisi della letteratura esistente mette in evidenza come l’esercizio fisico, che è in grado di influenzare i vari fattori che caratterizzano la sindrome metabolica, rappresenti lo strumento ideale per prevenire i rischi metabolici anche nei bambini. La tipologia, la frequenza, la durata e l’intensità dell’attività fisica modulano in particolare l’ossidazione di carboidrati e lipidi. 
Per questo motivo bambini e adolescenti dovrebbero svolgere almeno 60 minuti al giorno, possibilmente tutti i giorni, di attività moderata o vigorosa, l’unica utile per migliorare la composizione corporea e la distribuzione della massa grassa.
 Considerando che bambini ed adolescenti obesi con sindrome metabolica conducono spesso una vita sedentaria, gli autori sottolineano l’importanza di una strategia di rieducazione nella quale l’attività fisica deve svolgere un ruolo fondamentale. 
Tale processo dovrebbe tenere conto dei livelli di attività dei singoli soggetti e il target di attività fisica dovrebbe essere raggiunto progressivamente, aumentando gradualmente il tempo dedicato all’attività al massimo di 5 minuti per volta.
Brambilla P, Pozzobon G, Pietrobelli A.
Int J Obes (Lond). 2010 Dec 7

10/12/10

Vuoi dimagrire? Mangia meno carne

 Vuoi dimagrire? Mangia meno carne. Il consiglio viene da uno studio pubblicato sull'American journal of clinical nutrition ed è frutto di un lavoro ponderoso dei ricercatori dell'Imperial college di Londra, che hanno osservato per cinque anni le abitudini alimentari di ben 370mila persone in dieci Paesi europei. 
Ebbene, si è visto che minore è il consumo di bistecche, arrosti e salumi, più grandi sono i benefici in termini di controllo del peso. Le motivazioni non sono ancora chiare e gli autori dello studio sostengono che probabilmente chi mangia molta carne, in particolare quella rossa e gli insaccati, tende a seguire una dieta poco equilibrata. 
Un consiglio salutare  «Una cosa è certa: la nuova piramide alimentare mediterranea condivisa dai nutrizionisti invita a ridurre il consumo di carne a un massimo di due porzioni a settimana e di salumi a non più di una», dice Francesco Leonardi, direttore dell'unità operativa complessa di dietetica e nutrizione clinica all'ospedale Cannizzaro di Catania e segretario nazionale dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. «Ben venga quindi uno studio che dimostra gli effetti positivi sul peso corporeo: meno carne nella dieta significa meno grassi saturi ».  Il flop delle diete iperproteiche  Qualcosa è cambiato anche oltreoceano, dopo che per anni gli americani ci hanno bombardato di regimi dimagranti in cui i carboidrati di pasta e pane erano considerati il diavolo. «In realtà le diete iperproteiche come la Atkins ottengono il risultato di far diminuire il peso nel breve periodo, ma a distanza di anni i chili si riprendono con gli interessi», spiega Giuseppe Maria Rovera, presidente dell'Associazione specialisti in scienza dell'alimentazione. «Uno studio del New England journal of medicine ha premiato come dieta migliore quella mediterranea, che prevede un apporto di proteine nella misura del 15%. Meglio se la maggior parte di questo 15% deriva da uova, pesce, formaggi e legumi piuttosto che dalla carne»

01/11/10

MASSA GRASSA O MASSA MAGRA ?

Con la definizione di composizione corporea si intende la misurazione dei diversi  componenti che costituiscono il corpo umano.
A parità di peso è possibile che una persona sia obesa oppure particolarmente muscolosa, tramite tecniche di valutazione non invasive è possibile definire come è composto il corpo umano. Infatti il peso non è un indice affidabile dello stato di salute di una persona o della forma fisica di una persona. Pertanto la definizione di una dieta dovrebbe tener conto della composizione corporea di una persona oltre che dal metabolismo di base. Infatti molti pazienti invece di dimagrire, nel senso di diminuire la Massa Grassa, perdono peso per una variazione del contenuto dei liquidi corporei oppure, come nel caso di una rapida diminuzione del peso corporeo, una diminuzione della Massa Muscolare.
E allora che fare per essere sicuri di essere dimagriti in modo sano, nel senso di aver ridotto la Massa Grassa? Esistono diverse tecniche  BIOIMPENDENZIOMETRIA (BIA 101 Akern). E' un esame di tipo bioelettrico che determina l'analisi quantitativa e qualitativa della composizione corporea attraverso la misurazione della resistenza e della reattanza che incontra una debole corrente che attraversa il corpo umano.
Ci consente di stabilire la composizione corporea.  L’esame si esegue in posizione supina, si applicano due elettrodi alla mano e al piede dello stesso lato e questo punto l’apparecchio calcola la composizione corporea, ovvero Acqua totale corporea - Acqua Intracellulare (utile) - Acqua extracellulare (ritenzione idrica), massa grassa e massa magra. CALORIMETRIA INDIRETTA (med Gem ) Il calorimetro indiretto MedGem, un dispositivo medico che misura esattamente il consumo di ossigeno (VO2) al fine di determinare il tasso metabolico a riposo (RMR o metabolismo di base). La misurazione è facile da ottenere e fornisce risultati precisi in pochi minuti. Questi dati sono indispensabili per  consentire la personalizzazione dello sviluppo di adeguate indicazioni nutrizionali e la gestione di obiettivi di peso. PRESSO TUTTI GLI "AMBULATORI DI NUTRIZIONE UMANA - DOTT.MOTZO"  POTRETE RICEVERE GRATUITAMENTE (PREVIA PRENOTAZIONE)  UNA ANALISI DELLA VOSTRA COMPOSIZIONE CORPOREA.

29/10/10

Benefici della prima colazione

Chi non consuma regolarmente la prima colazione, che apporta nutrienti importanti per la salute, corre un rischio maggiore di sviluppare sovrappeso, oltre che di assumere una dieta non completamente adeguata dal punto di vista nutrizionale. Fare tutte le mattine una prima colazione completa ed equilibrata contribuisce infatti a ridurre l’introito giornaliero di grassi e calorie e ad aumentare invece l’apporto di fibre, vitamine e sali minerali.  Gli autori di questo studio hanno analizzato alcuni parametri metabolici correlati al rischio cardiovascolare in adulti di età compresa tra 26 e 36 anni dei quali erano state registrate le abitudini alimentari anche all’inizio dell’osservazione, e cioè ad un età compresa tra 9 e 15 anni.  Secondo i risultati coloro che saltavano la prima colazione sia durante l’infanzia che da adulti presentavano valori maggiori di circonferenza addominale (+ 4.63 cm), di insulinemia a digiuno (+2.02 mU/L), di colesterolo totale (+0.40 mmol/L o 15 mg/dl) e di colesterolo LDL (+0.40 mmol/L o 15 mg/dl, rispetto a coloro che la consumavano quotidianamente.  Queste osservazioni dimostrano che fare regolarmente la prima colazione può, nel lungo periodo, esercitare effetti positivi sui parametri metabolici correlati al rischio cardiovascolare.

04/09/10

Foglia verde protegge da diabete tipo 2

L'aumento dell'apporto quotidiano di verdure a foglia verde potrebbe ridurre in modo significativo il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2 ed è meritevole di ulteriori approfondimenti. Il dato emerge da una revisione sistematica e da una metanalisi effettuate su studi prospettici di coorte che hanno previsto la misurazione indipendente dell'apporto di frutta, verdura e insieme di frutta e verdura con la raccolta dei dati relativi all'incidenza del diabete di tipo 2. 
Gli autori, Patrice Carter della sezione di ricerca sul diabete del Dipartimento di scienze cardiovascolari all'Università di Leicester, e collaboratori, hanno incluso nel loro lavoro sei studi di cui quattro hanno anche fornito informazioni a parte sul consumo di verdure a foglia verde. Le indagini hanno mostrato che l'apporto più elevato di verdure a foglia verde si associa a una riduzione del 14% (hazard ratio 0,86) del rischio di diabete di tipo 2. 
Non sono stati registrati, invece, significativi benefici in relazione al consumo di verdure, frutta e alla combinazione di frutta e verdura. BMJ, 2010; 341: c4229 

29/08/10

Troppo peso in gravidanza? A rischio obesità bebè

Mettere su troppo peso in gravidanza può minacciare la salute a lungo termine del bambino, che ha una maggiore probabilità di diventare obeso.
Lo hanno scoperto i ricercatori della Columbia University con uno studio, pubblicato da Lancet, su 500 mila mamme con due bambini.
Secondo lo studio per ogni chilo guadagnato dalla mamma durante la gestazione il piccolo cresce di 7 grammi, e secondo gli autori maggiore è il peso alla nascita maggiori sono le probabilità che il bambino diventi obeso con il passare del tempo.
Le donne che hanno avuto un aumento di peso maggiore di 24 chili hanno mostrato una probabilità doppia che il bambino fosse di più di 4 chili.
"Visto che un alto peso alla nascita predice un alto indice di massa corporea con il passare del tempo, le donne dovrebbero evitare di prendere troppo peso - scrivono gli autori - inoltre un alto peso alla nascita è legato ad altre patologie, come allergie e asma".